Markelo Uffenwanken GmbH & Co.KG

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02/07/2005
IL FUNERALE DI UN SOGNO?

Quella alla quale ho partecipato ieri sera dalle 18.30 alle 23.00, al Teatro I di Milano, è stata una cerimonia funebre. Per la prima volta dalla fondazione di Nazione Indiana quasi tutti i suoi membri (tolti pochi giustificatissimi assenti come Raul Montanari e Dario Voltolini) facevano parte della riunione. Una riunione che per alcuni dei fondatori (Antonio Moresco, Carla Benedetti, Tiziano Scarpa, Benedetta Centovalli) è stata l'ultima. Bisognava fare i conti con le loro defezioni eccellenti, guardarci tutti "nelle palle degli occhi"( come ho detto io con la mia consueta delicatezza) - alcuni di noi per la prima volta; e dirci perchè s'era voluto troncare un'esperienza spesso entusiasmante e certamente incisiva e originale nel panorama culturale spesso parecchio conformista del nostro paese. I contenuti degli articoli di commiato dei fuoriusciti sono stati ribaditi; Moresco è un poeta vero, e lo dico nel senso più ampio del termine: perchè è un uomo buono e onesto, e soprattutto è un uomo che sogna nonostante l'avvilente prosaicità del mondo, e la mia affettuosa ammirazione per lui s'è accresciuta. Dei dimissionari era Tiziano Scarpa che s'era espresso sul sito con stile telegrafico sul suo commiato, ed ero curioso di conoscere il suo pensiero approfondito: in un primo tempo Tiziano ha incolpato genericamente internet, come se la colpa del presunto "fallimento" di NI fosse in gran parte imputabile al mezzo tecnologico e al suo uso e abuso. Secondo lui, dal 99 a oggi niente di rilevante è scaturito, nel comparto cultura e informazione, dalla rete. (Ma allora certi pezzi di Roberto Saviano - e faccio un esempio per nulla casuale- che hanno fatto "guadagnare" all'amico Roberto l'attenzione non solo del pubblico ma anche delle forze dell'ordine, dove sono apparsi, sull'Eco della Montagna con la Piena?) La quale rete, secondo il ragionamento di Scarpa, doveva diventare la nuova frontiera della comunicazione - così come la new economy doveva rappresentare la svolta di una nuova economia - e invece in questo ha miseramente fallito. In un secondo tempo Tiziano ha accusato Giulio Mozzi (che aveva scritto un pezzo di reazione su "Vibrisse" a "Commiato" di Moresco) di "remare contro". Al di là di questo, non si sono potuti fare i nomi di altri controrematori, di altre "spine nel fianco"; perchè queste, molto semplicemente, non ci sono mai state. Così come Mozzi non ha mai remato contro: semmai ha detto la sua, ha detto che lui nella vita si "sporca le mani" all'interno del sistema editoriale, cosa che, peraltro, a vario titolo facciamo tutti. Sergio Nelli, un altro dei fuoriusciti, ha accusato gli ultimi arrivati (tra i quali ci sono anch'io) di avere "abbassato il livello": troppa "leggerezza", troppa "chiacchiera" (ma ai tempi della surreale querelle telematica su NI con gli Zibaldoni Nelli dov'era, per esempio?); addirittura accusava come fatto assurdo l'aver pubblicato una poesia di un certo David Maria Turoldo (io sono reo anche di questo, tra parentesi) nel bel mezzo di una campagna pro-ateismo scatenata dal bravissimo Andrea Inglese; che invece di Turoldo, da poeta, ha la massima stima e considerazione. Tolte queste perlomeno eccentriche recriminazioni, il dibattito è filato liscio in un clima di assoluta ma funerea civiltà. Ognuno di noi ha preso la parola per un tempo grosso modo variabile tra i 5 e i 10 minuti. Ma il clima era proprio plumbeo, a tratti psicodrammatico, spesso irreale: perchè si sono svolte le esequie di un sogno, quello fatto due anni fa dal "nocciolo duro" - o nucleo storico - di NI. Invece di celebrare un funerale, però, sarebbe stato molto più opportuno fare un consulto un bel po' prima del decesso. Vale a dire che i quattro fuoriusciti, a mio avviso, avrebbero dovuto invitare noi - leggeri o pesanti appartenenti alla nazione- a una riunione PRIMA di decidere se era il caso di uscire da NI o meno. E' qui, proprio qui, su questo punto, che trova corpo una mia personale, acuta delusione: non nei confronti delle persone, delle quali conosco l'onestà e per le quali provo stima intellettuale e anche un po' di affetto; ma certamente, fortissimamente, sulle modalità di un'uscita di scena che si doveva evitare con ogni mezzo, o quasi. E' ovvio che Nazione Indiana non sarà più quella di prima, perchè le personalità che ne sono uscite non solo sono forti e incisive, ma NI hanno in gran parte contribuito a crearla dal nulla. E' per me altrettanto ovvio, però, che NI continuerà con le sue "trasmissioni". Non si tratta soltanto di un giustificato moto di orgoglio: è che chi ha già deciso da tempo di continuare questa esperienza ha continuato a credere anche durante la crisi nell'idea entro la quale è stato a suo tempo invitato a operare. Le idee fondanti di NI che ne fanno uno "spirito unico"sono "unità nelle diversità", radicalità d'intervento a livello culturale e umano, entusiasmo, spirito di combattimento e, non ultimo, affettività condivisa. Così come non basta militare nello stesso partito per andare d'accordo (anzi!), non occorre pensarla allo stesso modo sul grado di radicalità da mettere in campo per ogni singolo argomento dibattuto: ognuno mette la radicalità di cui è capace, ognuno mette il suo coraggio, la sua paura, la sua combattività, la sua frustrazione, la sua rabbia e, perchè no, il suo amore. Mediare non significa scendere a patti, significa spesso non disperdere le forze in combattimenti donchisciotteschi, riposare tenendo la mano sulla fondina della pistola pronti a sferrare il prossimo attacco con più lena e con qualche ora di sonno ristoratore nel carburatore dell'anima. Siamo tutti nel sistema, e spesso a testa bassa. Puri e impudichi allo stesso tempo. Se la "restaurazione" - così come la intende Moresco - è in definitiva la nostra stessa vita ( e io questo penso) allora noi dobbiamo vivere per evitare il suicidio. Non possiamo ritirarci in una riserva e pensare che chi non attacca direttamente, a viso aperto e sempre e comunque il nemico (che a volte siamo proprio noi stessi) è egli stesso il nemico. In pratica, le motivazioni di queste uscite mi sono chiare, le rispetto anche, ma non le approvo. Da qualunque parte la vogliamo mettere, questa è stata una resa. Una resa del giocattolo con l'anima che si è visto ad un tratto "rotto". E' bene però che i lettori, i commentatori, tutti coloro che per due anni hanno scritto articoli spesso di grande qualità e commenti che a volte (anzi spesso) superavano in intensità i pezzi che ne stavano "sopra" come miccia dialogica, sappiano che NI tenterà a breve di riprendere il cammino. Con grande impegno e dedizione, mettendoci quella che Moresco ha chiamato felicemente "anima", tentando sicuramente una maggiore apertura verso l'esterno rispetto al passato - questo mi sento in grado a nome di molti di dirlo fin d'ora. Sui risultati di questo doverosissimo tentativo non posso certamente pronunciarmi: certo è che chi ha fatto il funerale a NI (dall'esterno, intendo) come minimo ha messo il carro funebre davanti ai buoi dei paesi suoi.

Postato da: markelouffenwanken a 13:59 | link | commenti (63)


Commenti
#1   02 Luglio 2005 - 14:14
 
Credo che tutto ciò faccia parte della "qualità" del momento presente, dal quale non si può prescindere.
Scrivere, confrontarsi, a volte mettere un respiro dietro un altro respiro, sta divenendo sempre più difficile. Così come difficile risulta cavalcare i propri demoni, mostri ed abominii quali lassismo e rassegnazione che tentano quotidianamente di dilaniarci, in un carosello assurdo di cui è difficile comprendere il senso,sempre che ne abbia.
Detto questo, concordo che verità e libertà risiedono in quel momento di assoluto silenzio fra domanda e risposta.
Continuate.
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#2   02 Luglio 2005 - 21:53
 
devo ammettere che anch'io, negli ultimi tempi ho respirato una qualità diversa in NI; che non significa che non dobbiate continuare; anzi, ma sarà un'altra NI, e tutti noi lo sappiamo. credo che, e parlo dei due che mi pare di conoscere meglio, senza scarpa e moresco, la qualità intrinseca e la capacità di descrivere quell'anima di cui sopra, subisca un bel colpo.
che aggiungere. credo che in molti ne sentiremo la mancanza: di quel che era; e valuteremo quel che sarà.
sul discorso della purezza, invece, mi spiace per loro: ognuno di noi la può pretendere per sé; esigerla dagli altri mi sa di illusione fanciullesca.
chiudo.
cristiano prakash dorigo
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#3   02 Luglio 2005 - 22:16
 
Sulla purezza - vera o presunta - si potrebbero fare tanti discorsi. Ne acchiappo al volo uno, per me fondamentale: per me la purezza non esiste. Dici bene che non si puo' pretendere la purezza dagli altri: ma siamo sicuri che loro erano i puri? Io la risposta ce l'ho: no, non erano, non sono e non saranno i puri. Parlavo di onestà intellettuale (anche quella, poi, continuamente da verificare col metro di giudizio che è in noi)non di purezza. Inoltre - dato che da informazioni assunte negli uffici delle imposte e soprattutto nelle caserme della Guardia di Finanza anche i commercialisti hanno un'anima- se l'hanno i commercialisti, quest'anima benedetta o maledetta secondo i casi, la possiamo avere anche noi, gli indiani di serie B, come ha scritto Raul Montanari; lui ha parlato di indiani di serie B non perchè ci credesse, soltanto ha creduto (a mio avviso a ragione) che qualcuno che si sentiva in A ci ritenesse tali senza avere il coraggio di dircelo in faccia. Loro sono così, si sentono in un mondo "altro", e ieri sera questa cosa io l'ho capita fino in fondo. Peccato che loro, come chiunque altro, stanno nel mondo di qua sotto. Prova del fatto che si sentissero in A è tutta la menata che ha fatto Nelli e di cui ho parlato nel mio pezzo: accuse di "leggerezza", di "abbassamento della qualità", di "chiacchiera", come se un organismo come quello possa sempre tenere i regimi alti, come se la "chiacchiera" non abbia trovato spazio nei commenti fin dall'inizio. Memoria corta, e poca considerazione di ciò che un blog inn definitiva è. Loro dicono che NI non dev'essere una vetrina ma avere un'anima: bene, quest'anima c'è sempre stata. Sul futuro vedremo.
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#4   02 Luglio 2005 - 22:30
 
E aggiungo: poca considerazione su quello che NI è stata fin dall'inizio: espressione di posizioni diverse, dunque uno squilibrio conciliabile. Altrimenti che ciascuno si faccia il suo blog personale, o la sua casa editrice con sei lettori.
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#5   03 Luglio 2005 - 00:55
 
"si sopravvive a tutto", diceva panella in una canzone di battisti.
e anch'io la penso così.
massimiliano governi.
utente anonimo

#6   03 Luglio 2005 - 01:10
 
Infatti, Massimiliano. Sono sopravvissuto a ben altro, a me questa storia - con annessi e connessi- francamente mi fa un baffo.
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#7   03 Luglio 2005 - 02:30
 
insomma, 'sta ammirazione per moresco è cresciuta o no? sii sincero...ché non l'ho capito ancora..
non esistono poi serie a o b, solo scrittori più grandi e scrittori più piccoli...
e come fai ad essere sicuro che la purezza non esiste? esiste il bene ed esiste il male, alla fin fine...
e ancora sulla questione sollevata da montanari su a e b: non è che chi se la sente, si accusa ??

notte,
szabo
utente anonimo

#8   03 Luglio 2005 - 08:38
 
beh franz, non so cosa sia la purezza per loro. per me è l'attenzione e la consapevolezza dei movimenti interiori che ci allontanano da essa.
l'onestà intellettuale, so ancor meno cosa sia: io sono tendenzialmente onesto con me stesso da sapere che in certe occasioni potrei non esserlo, e per niente intellettuale.
se dovessi dire cosa sia per me una bella vita, di cui davvero parlare, userei la parola innocenza: che non è, ma questo non lo insegno a te, inenuità.
quanto a loro, e a te, ribadisco che nei fatti, finora, i sopracitati davano una qualità palpabile; questo non significa che tu e gli altri non possiate fare altrettanto.

cristiano prakash dorigo
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#9   03 Luglio 2005 - 10:03
 
Caro Szabo, l'ammirazione per l'uomo MOresco si è accresciuta. Per altri c'era stima e quella grosso modo è rimasta, anche se con qualche ammaccatura. In Moresco noto una qualità umana importante che è quella della capacità di sognare "contro"; ne parlo come di un poeta vero. Altra cosa è il Moresco "uomo pratico", secondo me, che praticamente per me non esiste. La purezza non esiste, caro Szabo, lo ribadisco e dunque loro non sono puri. Fossero stati diciamo così più puri di quello che sono, avrebbero indetto una riunione prima, ci avrebbero parlato a chiare lettere prima, capisci? Le loro argomentazioni non sono abbastanza solide; se vai a rileggerti le loro lettere di commiato su NI e se fai uno sforzo lo capisci. Le recriminazioni di Scarpa e Nelli sono fatte sulle sabbie mobili, se ci pensi ti accorgerai che anche questo è così. In realtà, non c'era un VERO MOTIVO VALIDO. A parte che chiunque è libero di andarsene da una situazione se la trova non più consona alle proprie aspettative. Questo è quello che penso. Sulla A e la B: non so nemmeno cosa siano, per quanto mi riguarda. Sono categorie calcistiche, per quello che penso. Sulle persone non le adotterei, e se proprio dobbiamo adottarle ti dico che io mi sento assolutamente in A, zona Chamnpions Leaugue. Spero di averti risposto in modo chiaro.
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#10   03 Luglio 2005 - 11:56
 
franz, vuoi dire che se fossero stati davvero puri non avrebbero dovuto far finta-facendo dunque i falsi- di accogliere anche quelli diversi rispetto a ciò che loro pensavano, no? se ho capito bene...tolleravano tramite una regia occulta, fidando tra l'altro sulle forze fresche e diverse e movimentiste degli altri, approfittando quindi. una vera e propria situazione autoritaria. se è così, hai ragione.

chiarissimo, grazie per la risposta e carissimi saluti,
szabo.
utente anonimo

#11   03 Luglio 2005 - 12:44
 
Caro Franz,
1) non mi riconosco assolutamente nel riassunto del mio intervento che hai fatto. Non ho detto le cose che mi attribuisci. Non mi hai ascoltato o hai capito male. Il mio discorso era chiarissimo. Sono molto deluso dal riassunto avviulente che ne hai fatto.

2) I "nomi" su chi ha remato contro non sono stati fatti perché non si è voluto fare assolutamente un processo a nessuno. Non si trattava di accusare nessuno, ma di constatare una notevole mancanza di adesione a un progetto, tutto qui. I pezzi postati in rete sono tutti leggibili, non c'è nessun "dietro" né pensieri nascosti. Da quegli interventi postati si vede benissimo che una rilevante parte di Nazione Indiana, che nelle riunioni, nelle telefonate, per mail non aveva nulla in contrario a un'iniziativa come quella che era stata chiamata "Restaurazione", poi in pubblico ha contribuito a delegittimarla, in un modo o nell'altro. Basta leggere i post di aprile, non c'è nessun altra cosa "dietro".

3) La ricostruzione è semplice: si era deciso nel corso di parecchie riunioni, democraticamente, di dare vita anche a questa iniziativa chiamata "Restaurazione". Come sempre, si era data comunicazione a tutti, compresi quelli che non si fanno mai vedere o non danno cenni di sé neanche per mail. Poi, quando l'iniziativa è partita, sono venuti fuori profondi dissensi, controspinte, bacchettate su aspetti formali, lezioncine di galateo. Moresco, che aveva scritto un contributo puramente iniziale per avviare la discussione, è diventato bersaglio di attacchi pubblici dall'interno stesso del gruppo di Nazione Indiana. Se io faccio parte di un gruppo che decide, democraticamente, di fare una cosa, democraticamente, ripeto!, e quando la cosa parte pubblicamente alcuni del gruppo pubblicamente, inaspettatamente ostacolano, frenano, non contribuiscono, e un'altra parte dello stesso gruppo (mentre queste cose accadono) non prende posizione, sta zitta, lascia fare, si disinteressa completamente... Be', io da un gruppo così me ne vado. Aggiungi che il tema della "Restaurazione" era assolutamente centrale nel nostro percorso perché toccava temi cruciali della situazione culturale e politica (non si fermava di certo alla situazione dell'editoria!). Ma queste cose sono state spiegate e rispiegate in maniera molto chiara durante la riunione, che non è stata affatto funebre, ma vivace e fruttuosissima. Se non le hai ancora capite devo pensare che tu ti sia assopito.

Trovo incredibile, Franz, che nonostante la tua partecipazione a Nazione Indiana, alle riunioni e in rete, tu ne abbia ricavato questo bilancio. Ti auguro la massima fortuna con i tuoi libri nel tuo percorso individuale di scrittore.

Tiziano Scarpa
utente anonimo

#12   03 Luglio 2005 - 13:12
 
Caro Tiziano, non potevo fare un report dettagliato di tutto, e dunque ho scritto in fretta e furia, direttamente in rete, le mie impressioni; e mi dispiace se ne sei stato in qualche modo deluso, davvero. Però quella mia impressione rimane. D'altra parte io sono uno che alla democrazia ci crede perchè il resto è molto peggio, ma insomma la democrazia è in sè falsità. E si vive anche di questo, di falsità assortite, di miraggi, di colpi di sole, sono io il primo a dirlo e dal sole ne vengo regolarmente scottato. Non mi sono assopito venerdì sera, per niente: ho ascoltato tutti con la massima attenzione, invece, conservando dentro di me il massimo rispetto per tutti, per qualcuno ammirazione. Tu hai vissuto questa specie di rituale in un modo, io l'ho vissuto in un altro. Non c'è nulla di male, la sensibilità rispetto all'evento è stata diversa. Chiamare la riunione vivace e fruttuosissima, però, concedimelo, mi pare esagerato, per me fuorviante. A me è venuta anche un po' di angoscia, a dirti la verità, ma forse perchè non sono abituato ai viaggi collettivi, alle riunioni di chiusura, alle catarsi. Sono un individualista, nel bene e soprattutto, io credo, nel male; ma così è, non c'è niente da fare.
Parli della Restaurazione come aspetto centrale: è verissimo, si è parlato di questo ed è da questo che è nato tutto. Sul democraticamente ho una riserva: era una proposta nata da voi, ma se non tutti l'hanno appoggiata è perchè o non l'hanno capita o non l'hanno percepita come fondante di un'identità. C'è stato un problema grosso di comunicazione, Tiziano, e questo, anche questo è stato detto. Ed è anche vero che Helena Janeczek, della quale abbiamo tutti la massima stima, ha detto chiaramente che si poteva parlarne di più, che l'argomento non era stato sviscerato fino in fondo, che era ed è troppo complesso, che ci sarebbe voluto molto più tempo che, infine, siamo tutti "compromessi", ovviamente a vario titolo. E proprio perchè alcuni di noi (no, tutti) sono compromessi, proprio per questo e per nessun altra ragione (ché l'onestà di tutti non è mai stata messa in discussione, Tiziano, mettitelo in testa)che era e rimane difficile affrontare questo nodo, che è il nostro stesso mondo; io ho parlato nel pezzullo di "nostra stessa vita". Alcuni di noi - me compreso - non hanno capito (prima) l'entità del problema, non hanno fatto a tempo a metabolizzarlo, credimi; anche perchè il problema non è stato sviscerato così profondamente come tu dici, cioè come onestamente credi. Per te è fatto acclarato, chiaro, limpido- e questo non faccio fatica a riconoscerlo; per me e per altri non era e non è così. Dunque noi, che viviamo anche in una marginalità, potevamo essere informati di più e meglio da voi, che combattete una battaglia da più tempo e ancora più dall'interno del sistema di chi, come me, nel settore ci è dentro da poco (e io, nello specifico, ci sono dentro soltanto come autore, ora come ora; niente traduzioni letterarie- magari per mia incapacità- pochissime consulenze ecc. Ma non mi lamento: sono l'ultimo arrivato, per anni ho fatto altro, recriminare da parte mia sarebbe ingeneroso verso il destino; e anche puerile). E dunque potevate dircelo prima che non eravate soddisfatti: una soluzione la si poteva trovare; ci saremmo potuti anche mettere NOI da parte. Io apprezzo il gesto democratico vostro di lasciare; l'apprezzo umanamente, ma non l'approvo. Potevate tirar fuori quelle recriminazioni (e quelle del Nelli, guarda, lasciamole perdere, perchè sono stronzate, e io ho evitato di reagire per rispetto nei confronti tuoi e di Carla e di Antonio - uno che tira fuori la copia di Libero con l'articolazzo sui gay come esempio di ciò che Ni era diventato secondo lui con gli ultimo arrivati, mah...), recriminazioni importanti, prima. Tutto qui. Non mi sono assopito, come vedi, ho solo capito che, alla base di tutto, c'è stato un difetto di comunicazione: anche di noi nuovi, beninteso, che non abbiamo recepito davvero il messaggio.
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#13   03 Luglio 2005 - 13:46
 
Caro Szabo, non hai capito nulla, perdonami (e forse la colpa è mia). Quale situazione autoritaria? Semmai proprio il contrario. Se qualcuno avesse preso in mano in modo autoritario la situazione avrebbe compiuto un'epurazione, pura e semplice. Invece c'è stato addirittura un surplus di democraticità, che a livello umano è cosa grande; mentre a livello pratico ha fatto sì che si producesse una spaccatura. Io sono convinto che NI abbia voluto espandersi con altre voci; nel momento in cui, però, le vecchie e nuove voci non hanno aderito al discorso della reaturazione per i motivi che ho detto qua sopra nella mia risposta a Tiziano, i fondatori, diciamo pure i membri "anziani", si sono tolti dall'iniziativa. Dunque cosa c'è di autoritario in tutto questo? Nulla, meno che nulla. Io sono stato invitato a far parte di NI di recente, sei mesi fa, ed è stata una bella ed entusiasmante occasione; sono ancora grato a Tiziano in primis (che mi ha direttamente invitato a farne parte) per questo. E lo sarò sempre: perchè le mie critiche non hanno nulla di personale, e perchè io sono anche un romantico nel senso più profondo del termine, e dei gesti di simpatia, di amicizia e di stima, anche se lontani nel tempo (e non è questo ancora il caso) non mi scordo mai e poi mai. Vorrei che questo fosse chiaro anche a Tiziano, anzi soprattutto a lui, che è venuto qui a fare delle giustificate obiezioni. Il problema, non mi stancherò mai di ripeterlo, è stata la mancanza di vera comunicazione; e questo è un difetto che investe tutti, nessuno escluso, proprio nessuno, a mio avviso. E non è solo colpa, diciamo così, dei singoli; mettiamoci le distanze, gli impegni. Mettere insieme 25 persone è difficilissimo, e venerdì questo miracolo si è compiuto, Nel mio brevissimo intervento ho pire detto sul serio, senza giri di parole, a Tiziano e agli altri che dovevano ripensarci proprio perchè ci stavamo parlando a cuore aperto per la prima volta. Ovviamente la cosa è caduta nel vuoto; e io non speravo certo di far loro cambiare idea, sarei stato un fesso; ma l'ho voluta dire, quella cosa, non per farmi bello - della qual cosa non me ne frega e non me ne è fregato mai niente - ma perchè così avrebbe potuto essere, perchè pur nell'atmosfera plumbea finalmente, a tu per tu, ci ci diceva a cuore aperto delle cose. Carla Benedetti e benedetta Centovalli, con parole diverse, hanno detto di essere commosse da questo nostro attaccamento; e ci credo! C'era anche questo, l'altra sera. E allora? Si puo' anche tornare sui propri passi. Ma coloro che hanno deciso di lasciare ci hanno pensato bene, e hanno le loro ragioni che io ho capito e che rispetto. Spero di aver chiarito ancora un po' il mio punto di vista.
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#14   03 Luglio 2005 - 13:52
 
Dimenticavo: ciò non toglie che, al di là del rispetto, per me queste uscite non hanno una valida giustificazione. Ripeto: per me. Ciò che per Tiziano è d'evidenza palmare per me non lo è. E' evidente che io - come altri - ci siamo rimasti male, molto male. Un nostro problema. Ora va meglio, ( e dunque mi sono permesso di dire prima che "me ne faccio un baffo" - ma fino a un certo punto); ma prima, caro Szabo, caro Tiziano, io e molti altri l'abbiamo vissuta male. Io posso parlare per me: per colpa mia, per attaccamento anche sentimentale.
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#15   03 Luglio 2005 - 14:03
 
Szabo è una persona in malafede che ha letto troppa fiction complottista. Ipotizza addirittura una regia occulta, autoritarismo, sfruttamento del movimentismo altrui: ma che ne sa lui di Nazione Indiana e delle sue procedure democratiche? Tra l'altro, le sue ipotesi implicano che Nazione Indiana fosse composta da pochi cattivoni che tramavano nell'ombra e una maggioranza di imbecilli che si lasciavano strumentalizzare senza rendersi conto di nulla. Quella di Szabo è un'offesa gravissima non tanto a Moresco Scarpa Benedetti ecc., ma a tutti gli altri idioti ingenui inconsapevoli... In poche righe Szabo ha messo insieme tanto di quel ciarpame fantapolitico... E' solo un mediocre invidioso che evidentemente nella vita non ha combinato nulla di buono collettivamente, e sputa su un gruppo che di cose buone, riuscendo a stare insieme per un bel pezzo di strada, ne ha fatte eccome.
utente anonimo

#16   03 Luglio 2005 - 14:50
 
Caro utente anonimo, non ho letto alcuna fiction complottista. Sono stato un lettore affezionato di Nazione Indiana.
Notavo come -pre quanto continuate a parlare di democraticità- le gerarchie fossero ben visibili.
Mi chiedevo come fosse possibile la convivenza, spesso solo di facciata.
Dicevo che alcuni stavano al gioco, come spesso capita, non li prendevo per imbecilli.
Puoi dire tutte le cattiverie che vuoi.Per parte mia ho cercato di chiarirmi la delusione nei confronti di persone che stimavo. E mi sono espresso senza infingimenti.
Con una verità: le basi di partenza devono essere chiare a tutti e tutti ci si deve ritrovare, alla pari.

La democraticità è una baggianata, buona per i polli che ci credono, è ipocrisia. Quieto vivere. E si è visto.
Come pure si vedeva la linea egemonica. E non c'è nulla di male, a patto di dirla tutta, a scanso di equivoci.

Idiota sì, in malafede no. Tua è la coda di paglia.
La mia è amarezza.Che mi creda o no.

Buona continuazione,
szabo.
utente anonimo

#17   03 Luglio 2005 - 15:22
 
Linea egemonica: e anche se ci fosse stata? posso assicurati, caro Szabo, che MAI e poi MAI io (parlo per me, ma posso parlare anche degli altri) ho ricevuto pressioni da parte di quella che chiami linea egemonica (io ritengo questa accezione errata: si trattava di coloro che NI l'hanno fondata, che ne hanno insufflato un'anima, la loro, che hanno scritto e postato più articoli, che infine hanno creato il convegno sulla Restaurazione che, per motivi soprattutto di organizzazione dell'evento da parte della Fiera di Torino - non di NI,dunque- non ha potuto avere la eco che si sperava avesse. Queste cose le ho saputo daersone che a Torino c'erano, non invento nulla.) Nessuna pressione, ribadisco. E' poi ovvio che chi è entrato per ultimo, senza adeguato pedigree (io ho pubblicato solo 3 libri, finora, e no di certo di successo) e sono nel mondo della letteratura da poco, come del resto Biondillo (tanto per fare un esempio di uno che però ha avuto davvero successo divendite)non puo' avere, da subito, quel seguito che puo' avere, a giusto titolo, un Moresco. Io sono uno che deve ancora dimostrare anche sul piano letterario - anche se i libri, direi gli ultimi due, alcuni li ritengono ottimi libri, e dunque volendo sonolì, a dimostrazione, eventualmente. Se mi hanno voluto dentro Ni un motivo c'è, insomma. Ritorno con un carpiato all'anima: puo' parerti magari assurdo, ma lo scontro si è avuto sull'anima (vedi Tiziano che non ho dormito, vedi che le cose le capisco, che seguo, che me la prendo - oltrechè in saccoccia- anche a cuore?). Eh si, l'anima, questa sconosciuta. E però esistente, e quanto! E' sull'anima di quella che Giovanni Maderna, il regista cinematografico, ha chiamato felicemente "un organismo vivente", che si è creata la spaccatura. Perchè Moresco e Tiziano e Carla, in buona sostanza, a fronte della mancata adesione alle idee controrestaurative, hanno notato un cambiamento nell'anima di NI. Questo ti dà già la prova del fatto che l'anima non erano loro, ma loro e noi, l'anima era collettiva, junghianamente. E secondo loro (Tiziano correggimi se sbaglio, e se sei ancora in linea, ovviamente) quest'anima diNIra in qualche modo corrotta. In questo senso mi sono permesso di parlare di Indiani di Serie A e di Serie B. La parte "malata" di NI era per loro la serie B, io ritengo; non dunque per demeriti intellettuali o di bravura nelle rispettive occupazione (ci sono fior di curriculum a dimostrare, e poi tra coloro che erano per così dire "corrotti" - il virgolettato s'impone- c'erano anche membri fondatori, come Helena Janeczek e Andrea Inglese). E' chiaro? Non è che la democraticità è una baggianata, poi: è un tentativo, un'espressione di buona volontà, e questa buona volontà io l'ho vista. Se Scarpa posta 250 pezzi di gente che ha poche occasioni di mettersi in mostra - gente valida, s'intende- di che cazzo stiamo parlando? Di baronato? Qui m'incazzo io, più di quanto Tiziano s'è incazzato con me - a mio avviso sbagliando; perchè lui s'è sempre sbattuto di brutto per gli altri, lì, ed è questa la missione. Io infatti seguo come posso il suo esempio, e posto roba al 90% di altri, pure qui. Potrei ammorbarvi con le mie storielle, ma chissenefrega, dì, Szabo? Parliamoci chiaro. E invece Ni cos'aveva e cos'ha ancora di bello? Questo volontariato, questo mettersi in gioco per gli altri, questo essere editori no profit per scrittori che si ritengono validi, per giovani di buone speranze, per non giovani di altrettante buone speranze. In questo senso, per me, NI è anche, onestissimamente, ANCHE una vetrina. E colgo l'occasione per dire anche questo: dove diavolo trovate scrittori di una certa fama (non parlo ovviamente di me, che son meno conosciuto del nipote dei fratelli De Rege, che infatti non esiste)che si sobbarcano la lettura di manoscritti A GRATIS e A GRATIS li propongono? Nel mondo della discografia (che in qualche modo, di sbieco, conosco) quste cose sono inammissibili. Nello spettacolo non ne parliamo. E dove lo trovare un Mozzi che si fa il mazzo in Sironi (creando una realtà editoriale piccola ma di prestigio) per pochi soldi rispetto al valore in sé, e fa corsi di scrittura per poco (l'ho saputo da suoi allievi, mica da lui, io lui l'ho conosciuto alla riunione e non ci sono nemmeno andato a mangiare assieme)? Questa è Nazione Indiana. Mica ho parlato di santi e madonne. Però questo, pure questo, c'è.
Concludo: non è che la convivenza fosse di facciata, è questione anche di conoscenza personale; il tempo è poco, le distanze a volte sono grandi; ecco perchè io ho detto - anche - che sarebbe stato meglio parlarne prima. Ma è stato deciso diversamente. E comunque chi se ne è andato si è prestato a una lunga spiegazione, a un confronto diretto. Questo mi pare importante.
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#18   03 Luglio 2005 - 22:13
 
Sono molto triste che Nazione Indiana abbia perso alcuni protagonisti.
Da fuori non posso giudicare razionalmente, ma etivamente per me è un brutto colpo
Ciao Leonardo
utente anonimo

#19   03 Luglio 2005 - 23:01
 
Quale momento migliore per dir grazie a qualcuno, tutti, proprio in un momento difficile, quando dichiari un "fallimento" o si senta come in un "lutto"? Quale speranza è quella che abbia già in pugno la certezza di un risultato? Si spera di vincere ancora la partita di calcio quando si perde tre a zero e si è molto, molto stanchi. Si spera che qualcuno viva proprio mentre vediamo che forse muore.


Grazie, dunque, per tutto quello che mi avete dato, senza neanche saperlo.



Stefania Bufano

utente anonimo

#20   04 Luglio 2005 - 01:18
 
Grazie di cuore, Leonardo.

Stefania, grazie anche a te per le tue bellissime parole, per me veramente confortanti.
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#21   04 Luglio 2005 - 16:16
 
io non so se abbia senso parlare di "decisione democratica da rispettare" di fronte a una iniziativa il cui succo è la rivendicazione di uno spazio che assicuri la libertà di pensiero e nella produzione artistica... diamine, credo che il bello stesse proprio nel fatto che si era partiti da una cosa e la discussione andava sviluppandosi lungo percorsi e riflessioni anche impreviste. a me è sembrato che nella discussione su NI ci fosse una ricchezza di spunti notevole e perfino le polemiche avevano un senso. al contrario l'iniziativa torinese è stata ingessata ed è abortita. forse dobbiamo davvero abituarci alla democrazia... quanto ai continuatori di NI, auguro loro un buon lavoro e non credo proprio che dovrebbero pensare a sé come a figure di serie B.
utente anonimo

#22   04 Luglio 2005 - 19:07
 
Vorrei puntualizzare un paio di cose.

Penso che il discorso sulla "purezza" e sullo "sporcarsi le mani" sia come minimo malposto.
Il luogo comune (peloso) per cui "siamo tutti compromessi" equivale a una bella, igienica autoassoluzione (individuale e collettiva), ed è sempre stato cattolicamente usato per giustificare la perseveranza nei propri vizi.

Per correttezza, visto che durante la riunione ero seduto di fianco a lui, mi preme dire che Sergio Nelli non ha fatto il ragionamento che gli attribuisci. E' andata diversamente: nella foga della discussione, contestando un modo a suo dire sbagliato di intendere il "pluralismo" (critica che peraltro condivido in pieno con lui - ma questo non c'entra), Nelli ha mostrato una ripugnante prima pagina di "Libero" (quotidiano da lui acquistato quello stesso giorno proprio per constatarne santommasicamente l'aberrazione: che non si dica che certi indiani o ex indiani sono lettori di Feltri...) e ha detto/chiesto provocatoriamente "Allora domani pubblico una cosa del genere su N.I.: anche questo è pluralismo?". Ora, l'esempio può essere poco azzeccato o esagerato (ma d'altra parte anche l'esempio contrapposto non era granché meglio), ma mi sembra proprio di poter escludere che Nelli l'abbia come "esempio di ciò che Ni era diventato secondo lui con gli ultimo arrivati".

Siccome anch'io come Tiziano non mi riconosco nel tuo racconto e non riconosco le posizioni di altri "ex", sono tentato di copincollare qui nei commenti l'intervento che ho letto alla riunione. Così, almeno per far sentire anche un'altra campana...

Sergio (Baratto)
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#23   05 Luglio 2005 - 00:39
 
Sergio, se vuoi il tuo intervento lo metto in homepage, cioè ne faccio un post. Mandamelo, per favore.

Vedi, tu parli di "vizi". Ti sembra che in Nazione Indiana ci fossero dei "viziosi"? A me non pare. E' vizioso un Montanari che campa onestissimamente di scrittura di alto livello? E' vizioso un Mozzi che fa la stessa cosa allo stesso livello? La "compromissione", molto blanda, sta tutta qui. Nell'essere, a vario titolo, nel sistema. Dove sta il luogo comune? Dove sta l'autoassoluzione? Si tratta di chiamare le cose col loro nome, di essere onesti in primo luogo con noi stessi, di essere pratici, di essere veri. Su come la penso in generale ho già scritto nel mio pezzullo qua sopra e nelle risposte a Tiziano.
Nelli puo' dire quello che vuole e fare gli esempi che vuole. A ripensarci, è stato perlomeno franco. Non è poco. Cioè ha detto chiaramente quello che magari molti pensavano ma non hanno mai detto. Ha fatto degli esempi, poi, che a questo punto tiro fuori: ha parlato di un pezzo di Ferrazzi sull'agnosticismo definendolo di "basso livello". Ci puo' stare. Io non credo che fosse di basso livello; l'avevo postato in "Diari" proprio intendendolo com'esso era: uno sfogo personale, una pagina di diario a mio avviso anche toccante. Non voleva essere una dimostrazione filosofica, era una testimonianza anche di sofferenza. Su NI spazio per queste cose ci puo' anche stare, e ho deciso di pubblicarlo. Ma naturalmente è una questione di gusto e sensibilità, nello scrivere: e il Nelli (come altri, ho le orecchie tese) ha tutto il diritto di ritenere quel pezzo di basso livello, come io ho il diritto di dire che non lo era. Non è questo il punto. Il punto è che quello del pezzo di Ferrazzi, per lui, era un esempio (su circa 1000 pezzi, capirai che abbassamenti di livello!) da portare a favore della sua teoria dello stesso abbassamento del livello; così come postare una poesia di D.M.Turoldo dopo 249 pezzi sull'ateismo era sbagliato perchè poteva significare contrapporsi duramente a una fantomatica linea, quella che evidentemente è di suo gradimento: e invece quella poesia l'ho postata per far sentire un'altra campana, ché in Ni ci sono anche dei cristiani, come sai. E poi la poesia aveva un valore letterario proprio innegabile. Se in NI non esiste una linea editoriale, bisogna che questa cosa, oltrechè metterla nel programma, la si accetti anche nella pratica, e fino in fondo. Non ti pare? Altro che "controspinte restaurative", caro Sergio: si tratta di essere democratici fino in fondo, e di accettare fino in fondo quello che si è manifestato di credere.
Poi: (Nelli, brandendo una prima pagina di Libero, ndr.) "ha detto/chiesto provocatoriamente "Allora domani pubblico una cosa del genere su N.I.: anche questo è pluralismo?"": ma a cosa si riferiva, Nelli? Arieccoci, con l'asino che ricasca: a pezzi come quello di Ferrazzi, cioè a un pezzo che abbassava il livello, cioè, dunque, a noi che "controspingiamo restaurativamente". Non si scappa, Sergio, e mi fa specie che tu questo non l'abbia capito o non lo voglia capire. Come mi fa specie che Tiziano mi venga a dire che io mi assopisco, che non capisco niente, che io ho scritto delle cose che lui non ha mai detto. Cioè sembrerebbe, così, dalla sua reazione spropositata ( e così mi pare ora, nel rileggerla) che io mi sia inventato il suo monologo su internet, a questo punto. Epperò ci sono i testimoni, perchè lì eravamo in 25, basta chiedere. Mi rendo anche conto che abbiamo ancora tutti i nervi tesi; perlomeno i miei sono ancora tesi, perchè non è stata una "vivace e fruttuosissima" discussione, quella,no, è stato un funerale, io l'ho vissuto così.

E ora attendo il tuo intervento, che sarò ben felice di mettere in homepage non appena me lo farai pervenire. Grazie.
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#24   05 Luglio 2005 - 01:25
 
Scusa Franz, ma confermo quanto ho scritto nel mio commento precedente. Il mio intervento tu non l'hai capito, o comunque l'hai riportato in maniera completamente sbagliata, travisata, eppure mi ero espresso molto chiaramente. Dài, ma siamo seri! Ti pare che si possa sostenere che "nulla di rilevante è scaturito, nel comparto cultura e informazione, dalla rete", e tutto il resto che mi fai dire? Solo un idiota può dire una cosa simile! E' un discorso di un'imbecillità totale, che io non ho fatto in nessun modo. Ho detto tutt'altra cosa. E non mi metto certo a riportare qui quanto ho detto, perché non condivido nulla dell'impostazione di questo tuo "reportage" - di scarsissimo livello intellettuale e culturale e anche giornalistico (se tu fossi un giornalista e riportassi così gli interventi dei partecipanti a un convegno, ti licenzierebbero immediatamente): basti per l'appunto vedere come hai completamente distorto il mio intervento - non condivido nulla di questa impostazione, di questo "reportage", e non intendo in nessun modo avallarlo, nemmeno con il riassumere qui il vero contenuto del mio intervento. Ipotizzare che tu ti sia assopito è concederti una giustificazione amichevole, perché altrimenti, se non dormivi, bisogna pensare cose più sgradevoli, per esempio che non sei in grado di capire un discorso chiarissimo, oppure che non sei una persona disposta ad ascoltare gli altri, oppure che riporti di proposito i discorsi altrui in sensi distorti. Meglio immaginare che tu ti sia assopito. Amichevolmente.

Tiziano Scarpa
utente anonimo

#25   05 Luglio 2005 - 01:44
 
alcune amiche romane lavorano come restauratrici. nel 2001 ebbi il privilegio di salire sulle impalcature degli Scrovegni a Padova. mi mostrarono da vicino la volta stellata di Giotto che stavano finendo di ripulire. un caldo. un lavoro certosino. sottopagate. la sera cenavano cogli stuzzichini dei bar. una quando ha tempo suona il basso in un gruppo che fa cover punk e mi ha invitato alla sagra della porchetta di ariccia. non credo abbiano mai pensato di cambiare il mondo. però hanno ripulito Giotto. io una stella l'ho toccata, grazie a loro.
non credo che si sia mai potuto e si possa ragionevolmente chiedere a NI di cambiare il mondo (anche solo quello letterario italiano) - ma pulire la visione delle stelle che bucano il blu cobalto sì, quello c'era e deve continuare ad esserci.

in bocca al lupo dopo essere passati dal culo della balena!

kristian
utente anonimo

#26   05 Luglio 2005 - 01:49
 
Non volevo entrare nel merito di questa discussione perché ho deciso di prendermi alcuni giorni di pausa per riflettere, ma Franz sinceramente e con tutto l'affetto che provo per te, il tuo resoconto sul discorso di Tiziano è veramente incomprensibile. Tiziano NON ha negato il valore culturale scaturito dalla rete, al contrario ha fatto un'analisi lucida e precisa in sintonia con le ultime ricerche universitarie sulla rete. Veramente sono convinta che tu non abbia ben compreso il senso del suo discorso.
Con affetto
gabriella
utente anonimo

#27   05 Luglio 2005 - 01:53
 
Tiziano, davvero non so che dire, sono sconcertato. Io ho orecchie per sentire e intendere, e tu quelle cose le hai dette. Tu dici di no. Allora puo' pure darsi che io non abbia completamente capito il senso delle tue frasi. per cui i casi sono 2: o io non ho capito fino in fondo (e questo è possibile) o tu non ti sei fatto capire (e anche questo è possibile. Certo, hai detto anche altro, certo. Ma come fai a dire che preferisci dire che io mi sono assopito ben sapendo che ero perfettamente sveglio? Sulle tue ultime frasi di un'arroganza spaventosa non commento, che ci sarebbe davvero da litigare, e non è il caso, almeno per ora. Preferisco salutarti. E comunque, perchè non riassumere il tuo intervento qui, invece di dire che non ho capito nulla? Sii serio tu, grazie. Io attendo. E se ci sarà da rettificare non temere che lo farò, non ho problemi.
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#28   05 Luglio 2005 - 01:57
 
Gabriella, a me è parso ( ma a questo punto stiamo parlando di ormai vecchi discorsi che comunque non sono nodali) che Tiziano intendesse ridimensionare la portata di internet nel comparto "cultura e giornalismo". Se ha voluto dire il contrario, allora è sempre più valida la mia sensazione che all'interno di NI ci sia stato un difetto di comunicazione. Prova ne è la reazione di Scarpa di poco fa, che comunque non mi disturba più di tanto. Mi sconcerta, questo si. Ma sono abituato a ben altro. Saluti.
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#29   05 Luglio 2005 - 02:13
 
Non intendo riassumere qui il mio intervento alla riunione perché non condivido tutta questa tua operazione. Non condivido il fatto che tu abbia deciso di dare conto di una riunione che non era pubblica, atto assai scorretto. Non condivido il modo in cui hai dato conto delle mie parole, che sono state da te completamente travisate. Non riassumerò qui il mio intervento perché non sono tenuto a dire pubblicamente che cosa ho detto in una riunione che non è pubblica: se mi chiedi questo mi fai violenza. Così come hai fatto violenza riportando senza autorizzazione le cose che ho detto in una riunione chiusa, e a maggior ragione mi hai fatto violenza e torto riportandole in maniera completamente inesatta. Mi dispiace se non hai capito, io mi sono spiegato chiarissimamente. Siccome tu non sei scemo, devi esserti assentato con l'attenzione e devi esserti perso qualche passaggio fondamentale, ricostruendo a posteriori un riassuntino che non ha nulla a che fare con quel che sostenevo. Dài Franz, essù, ma non ti rendi conto delle bestialità che mi fai dire? Ma ti sembra che una persona con un minimo di sale in zucca possa dire che in sei anni la rete non ha prodotto nulla di culturalmente buono? Per non parlare poi del "fallimento" di Nazione Indiana. Ma chi ha mai parlato di "fallimento" di Nazione indana? Io no di certo. (Nazione Indiana non ha mica fallito! Tanto è vero che esiste ancora.) Né ho messo in rapporto questo fantomatico "fallimento" di Nazione Indiana con "il mezzo tecnologico e il suo uso e abuso". Scusa Franz, te lo dico con grande amicizia, ma ti rendi conto che queste sono incredibili castronerie? Ti pare che una persona con un minimo di buon senso possa sostenere tesi simili? Mi ritieni davvero così imbecille da aver detto cose simili? Dire che ti sei "assopito" significa che ti sei perso qualche passaggio fondamentale e che non hai ricordato bene quello che hai ascoltato, e di conseguenza che ricostruendolo hai cambiato completamente il mio discorso. Mettiamola così, va bene? Il senso del mio "ti sei assopito" è questo. Non è arrogante. E' per non essere costretto a pensare altre cose, come ti dicevo nel commento precedente: che non sei capace di capire o di ascoltare, oppure che distorci volutamente. Non sarebbe peggio pensare quelle cose? Preferisco pensare che ti sei "assopito", cioè che hai perso il filo del mio intervento e l'hai un po' raffazzonato scrivendo questo scadente (giornalisticamente scadente) "reportage". Va meglio questa precisazione? Un saluto amichevolissimo (e un grazie a Gabriella Fuschini per il suo intervento)

Tiziano Scarpa
utente anonimo

#30   05 Luglio 2005 - 02:39
 
OSSERVAZIONI DALL'ESTERNO.
Si è consumata una separazione all'interno di NI. Alcuni esponenti-fondatori (e anche non fondatori) han deciso di lasciare la Nazione. Altri, invece, vogliono continuare.
In questi casi, parlo da lettore esterno ma attento, le "ragioni degli altri" devono essere rispettate ma, va da sé, non possono essere condivise.
Nel suo pezzo - e nei suoi commenti -Franz espone il suo
punto di vista, soggettivo e onesto, senza troppi filtri.
Dal mio punto di vista ha la pecca di voler - in alcuni casi - giudicare le prese di posizione di alcuni fuoriusciti. Voglio dire: era chiaro che quando Tiziano Scarpa avesse letto il pezzo, si sarebbe risentito (almeno, io ho pensato questo, leggendolo).
Insomma, penso sia meglio astenersi dal commentare le scelte altrui non condivise, quando sono legittime e dettate dal voler conservare la coerenza personale, l'"anima". Altrimenti si rischia la rottura con polemica.
Non credo che chi è uscito da NI si sia arreso, tutt'altro, credo che dal suo punto di vista la resa sarebbe stata l'accettazione della situazione che si era creata dentro la Nazione.
Franz, sai quanto ti sono amico e quindi ti dico francamente il mio pensiero, senza pretendere di aver ragione, poichè il mio punto di osservazione potrebbe limitare alquanto la mia visuale. Peraltro, posso essere così "freddo" proprio perché non sono coinvolto in prima persona; è ovvio che il tuo pensiero è molto più "a caldo" del mio (anche se son passati dei giorni dalla riunione) e quindi è intriso di quella passione che non si ferma all'asettico rispetto dell'altrui opinione ma vorrebbe convincere gli altri del dramma personale con cui vive questa separazione. E credo Franz tu abbia ragione quando dici che le modalità con cui molti hanno abbandonato NI non sono state esenti da difetti: tutto si è consumato pubblicamente, online: non era il caso di discutere faccia a faccia PRIMA di comunicare le proprie decisioni on web?
Ma resta il fatto che le differenze "ideologiche" tra chi ha abbandonato e chi resta non mi sembrano solo questioni di forma.
In definitiva, per quel che so e che posso capire, hanno ragione Tiziano Scarpa e gli altri che la pensano come lui, se se ne vogliono andare perché un progetto discusso e deciso dentro NI è stato poi poco sostenuto, se non contestato nella sua teorizzazione (parlo degli articoli di Moresco e Benedetti su Restaurazione e post di Caliceti ecc.).
Il loro grado di sensibilità e radicalità è questo, e va rispettato.
Hanno ragione Franz e gli altri che la pensano come lui, se vogliono continuare l'esperienza di Nazione Indiana all'insegna di un maggiore pluralismo di opinione e di una maggiore alternanza tra "pesantezza" e "leggerezza" degli scritti postati
(dove leggerezza non è sinonimo di livello basso - e chi la mettesse così spero sappia riconoscere che la poesia di Turoldo era alquanto "pesante"... cazzo!).
Personalmente mi auguro che la nuova NI sia pluralista senza rinunciare a iniziative "militanti", come ad es. è stata quella di Giornalismo e verità. Spero, se posso svaccarmi un po', che il dibattito non diventi uno scontro interno, un punzecchiarsi continuo, come, tanto per dirne una, facevano Gad Lerner e Giuliano Ferrara quando conducevano insieme il programma su La7. A essere più sincero, spero che nessuno faccia la parte di Ferrara (sapete, già sopporto poco Lerner, quindi figuratevi...) né tantomeno di Vittorio Feltri.
Tutto sta nel distinguere i valori fondanti da quelli prescindibili. E' chiaro ad esempio che in tema di fede personale il dibattito è prezioso, non vorrei un sito che si allinei sul fare propaganda, sia essa religiosa o atea (In questo senso ritengo che fosse di basso profilo l'appello dell'Unione Atei Agnostici Razionalisti postato da Inglese, non l'articolo di Ferrazzi.).
Insomma, spero in un sito che sappia fare cultura e giornalismo veri, anzi controcultura e controinformazione, poiché come diceva Moresco nel 2001, occorre riflettere sul fatto
"che l'attività umana in generale e quella culturale, artistica e spirituale in particolare possono svolgersi ormai solo all'interno di giochi chiusi, terminali, dentro universi culturali chiusi che non contemplano più la possibilità dell'imprevisto
che si può solo riciclare, combinare e rivisitare materiali culturali ormai inerti e codificati in un malinconico gioco di specchi senza fine
che tutto è interscambiabile e depotenziato nell'universo orizzontale della "comunicazione" totale e della rete
che la vita non si richiude e si riapre continuamente attraverso lacerazioni
che non possono esistere più - nel bene come nel male - il conflitto, l'alterità
che abbiamo dominato completamente la natura, il caso, l'ignoto
che non esiste più la tragedia, ma solo la parodia"
Lorenz
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#31   05 Luglio 2005 - 02:51
 
ps essendo molto lento a scrivere (e distraendomi facilmente) ho letto solo ora i commenti dal 24 al 29.
Lorenz
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#32   05 Luglio 2005 - 03:46
 
Caro Tiziano, copiaincollo la prima parte del tuo ultimo intervento: "Non intendo riassumere qui il mio intervento alla riunione perché non condivido tutta questa tua operazione. Non condivido il fatto che tu abbia deciso di dare conto di una riunione che non era pubblica, atto assai scorretto. Non condivido il modo in cui hai dato conto delle mie parole, che sono state da te completamente travisate. Non riassumerò qui il mio intervento perché non sono tenuto a dire pubblicamente che cosa ho detto in una riunione che non è pubblica: se mi chiedi questo mi fai violenza. Così come hai fatto violenza riportando senza autorizzazione le cose che ho detto in una riunione chiusa, e a maggior ragione mi hai fatto violenza e torto riportandole in maniera completamente inesatta." Dunque: mi dici che sono stato scorretto perchè ho fatto un report della riunione sul mio blog. Io posso fare quello che voglio, posso scrivere quello che voglio, tu non sei il mio editore. (E comunque per il mio editore scrivo lo stesso quello che mi pare, senza censure). Proseguo: se fosse stato reso agli atti che non si doveva parlare della riunione (che non mi risulta fosse segreta), oppure se mi fosse stato detto da te o da altri di non dire nulla, io certamente mi sarei astenuto. Ma siamo in democrazia: e io ho il diritto di dire quello che mi pare nel MIO spazio. Dunque le tue accuse di scorrettezza mi paiono perlomeno eccentriche. Quale scorrettezza? Ho parlato male di te? Ho detto che siete stati scorretti nell'andarvene? Che mi(o ci) avete fatto un torto? Se peccato da parte mia c'è stato, è stato quello di parlarne senza filtri e a botta calda, come ha fatto notare Lorenz Galbiati. Ho fatto 2 critiche sostanziali: alle modalità dell'uscita e a una sparata di Sergio Nelli che comunque apprezzo per la sua sincerità. Non ho certo detto che siete stati scorretti. Come ha detto Lorenz, ognuno è libero di uscire come vuole, e le motivazioni io ho detto che le rispetto. Ma posso permettermi d non approvarle e di dirlo. Senza offendere (mi pare) nessuno. Mi riconosco, se non altro, un'assoluta mancanza di ipocrisia. Se questo è "farti violenza", caro Tiziano, mi dispiace di essere stato violento senza saperlo. Ma le cose stanno così, e l'autorizzazione non andava chiesta. Perchè se fosse stata da chiedere l'avrei chiesta. E' chiaro? Non parlare di scorrettezza a me che sono una delle persone più corrette che hai conosciuto.Voglio che ci lasciamo (momentaneamente, beninteso) in maniera distesa, ci tengo: il discorso sui media l'ho messo giù in fretta e furia; ma il mood della serata, quello, DAL MIO PERSONALE punto di vista, c'è tutto. E non è giornalismo,questo, dai, caro Tiziano, che ti ammiro pure (come scrittore e intellettuale, non come moralizzatore...); diciamo le cose come stanno: il giornalismo presuppone un giornale, una redazione, un certo numero di battute, pressioni esterne e interne. Qua di pressioni zero; e non c'è nemmeno autocensura preventiva, come hai potuto notare. E se qualcuno mi fa delle pressioni dall'esterno, lo mando al diavolo senza pensarci due volte. Io sono questo. Io sono così.
Ti mando un abbraccio.
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#33   05 Luglio 2005 - 08:41
 
Caro Franz, ti mando un abbraccio anch'io. Non sono mica arrabbiato. Non penso affatto che tu sia una persona scorretta. Penso che IN QUESTO CASO hai fatto una scorrettezza. Nel resto della vita sarai pure correttissimo, ma in questo caso hai fatto una scorrettezza.

Non si fa un resoconto pubblico di una riunione privata senza autorizzazione. Meno che meno lo si fa in questo modo tutto sbilanciato, prendendo qualche cosa qua e là e mettendo insieme un riassunto molto inesatto (MOLTO inesatto, Franz: il mio intervento, nelle tue parole, è stato completamente travisato; sicuramente in buona fede, ne sono certo).

Non appellarti a questioni di principio, su! Ma chi ti impedisce di scrivere quel che vuoi? Devi solo accettare che anch'io scriva quel che voglio. Ti faccio solamente notare una cosa: se tutti i partecipanti mettessero qui un riassunto vero del loro intervento per correggere i tuoi errori di "reportage", questa diventerebbe una trascrizione "agli atti" della riunione del 30 giugno, cosa assurda, giacché non si vede perché mai Nazione Indiana dovrebbe dar conto pubblico delle sue riunioni: allora bisognerebbe averle trascritte tutte, ne abbiamo fatte almeno una trentina e tutte democratiche, ma non per questo pubbliche (molte delle quali quando tu non eri ancora membro).

A Lorenzo Galbiati faccio notare che le uscite "pubbliche" (cioè annunciate sul sito di Nazione Indiana e non, prima, per telefonata o mail) sono assolutamente speculari, simmetriche agli interventi "pubblici" di alcuni membri di Nazione Indiana (sul sito di Nazione Indiana) che hanno delegittimato l'iniziativa sulla "Restaurazione". Trovo insomma molto più gravi i "difetti" di chi ha accettato democraticamente in riunione (o avendone ricevuto comunicazione) l'iniziativa sulla "Restaurazione", e poi l'ha frenata, delegittimata o non l'ha sostenuta in vari modi, con la polemica dura, il rintuzzamento spicciolo, le lezioni su questioni di galateo, il silenzio o la mancata presa di posizione (tutte cose leggibili negli archivi di aprile di Nazione Indiana, DENTRO il sito di Nazione Indiana, da parte di membri di Nazione Indiana: e non, come hai erroneamente scritto, Franz, sul sito di Vibrisse ecc.: cosa importante, perché frenare un'iniziativa - COLLETTIVA e democraticamente concordata - di Nazione Indiana DA DENTRO Nazione Indiana assume tutt'altro peso e significato). Di fronte a questi comportamenti "pubblici" si è RISPOSTO con una serie di annunci altrettanto pubblici di uscita da Nazione Indiana. Non vedo dove sia il problema o il "difetto". In tutta questa faccenda c'è stata la massima trasparenza. Tanto che, come si vede, qualunque "esterno" può permettersi di venire a giudicare il comportamento dei membri di Nazione Indiana, proprio perché è perfettamente al corrente di come sono andate le cose, essendo tutto pubblicato e palese.

Senza polemica, poi faccio notare al (peraltro più che corretto) Lorenzo Galbiati che Nazione Indiana è stato un luogo ultrapluralistico: adesso non rivoltiamo la frittata! Soltanto perchhé UN membro di Nazione Indiana, Sergio Nelli, ha espresso un suo parere, e un suo desiderio, vale a dire che il secondo lui un paio di interventi non avrebbero dovuto comparire sul sito, adesso Galbiati si permette di venire a dire che Nazione Indiana potrebbe o dovrebbe diventare più pluralista, implicando che non lo è stata abbastanza?! Ma per piacere! Non diciamo fesserie. Su Nazione Indiana è apparso di tutto, e mai ci siamo sognati di contestare il diritto di alcuno di pubblicare alcunché. Naturalmente, in qualche caso, individualmente, a titolo personale, ci siamo detti: "non mi è piaciuto il tuo pezzo", ma, accidenti!, spero che questa sia la sostanza stessa della cultura, ovvero la discussione a volte dissenziente, che non ha nulla a che fare con l'autoritarismo o la mancanza di pluralismo. Nelli è stato contestato eccome alla riunione, caro Franz (da Michele Rossi): e comunque eravamo in 25, bisognava intervenire tutti, solo il primo giro di interventi è durato due ore e 45 minuti: figurati cosa sarebbe successo se ci fossimo messi a fare un dibattito dopo ciascun intervento singolo: saremmo andati avanti 18 ore!

Credimi, Franz, la mia amicizia personale e stima per te e per il tuo lavoro rimangono intatte. Lasciami però dire, di volta in volta, dove non mi riconosco in quel che scrivi e in quel che mi fai dire.

Un saluto amichevole

Tiziano Scarpa
utente anonimo

#34   05 Luglio 2005 - 09:08
 
pur essendo quasi una faccenda privata, è sviscerata in "luogo pubblico" - se mi si passa il termine -; e mi vien da dire qualcosa.
a me sembra che la questione sia riconducibile ad alcuni punti di vista differenti - la comunicazione passa sempre attraverso l'interpretazione, che è sempre soggettiva -; ma ancor più a una ferita di ordine affettivo.
almeno io la sento così: la dolorosa constatazione di dover rinunciare al contributo, intellettuale e sincero fino alla nudità, di persone - e nei miei precedenti ho citato scarpa e moresco solo per farla breve, ma includo anche gli altri - che sono state capaci di accompagnarci - a me di sicuro e spero di non offendere alcuno se uso il plurale - " fino a toccare le stelle, altrimenti oscurate dalla polvere" tanto per citare un precedente intervento.

cristiano prakash dorigo
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#35   05 Luglio 2005 - 10:52
 
Sull'opportunità di scrivere quel report sulla riunione mi rendo conto di aver sbagliato, tranquillamente. Ma solo mel senso che avrei evitato tutta questa discussione con te, non sull'opportunità in sè, che in tempi di libertà di espressione del pensiero mi sembra il minimo. Il bello del blog è poi questo: tu puoi venire qui e contestarmi. E dunque il pezzo viene criticato, o fatto a pezzi (non è questo il caso) quasi in diretta. Più democratico di così! Su ciò che hai detto ho estratto ciò che io rintengo il succo, ma insomma, non importa, non voglio portarla avanti oltre. Sull'autorizzazione non sono d'accordo, anche perchè non ne sapevo nulla. Ripeto ancora: se avessi saputo che ci voleva una qualsiasi autorizzazione, non l'avrei nemmeno chiesta, mi sarei ben guardato dallo scrivere quel pezzo. Dunque niente scorrettezza, assolutissimamente. Su questo punto non mi smuovo di un millimetro, dunque direi che possiamo chiudere qui questa questione. Michele Rossi ha contestato Nelli, è vero, ma è stato l'unico e per pochissimi minuti, a fronte di quattro ore di dibattito. Quanto avrà inciso, nell'ambito di una discussione di 4 ore? (Invece Nelli è uno che ha parlato molto, e ha detto cose importanti, a mio avviso).Il mio "reportage" è parziale, è vero, perchè è puntato sul mio punto di vista personale e sul mio sentire; vale a dire che non è una cronaca. E penso che il lettore intelligente questo lo percepisca subito, leggendolo. Dunque è parziale, ma non è assolutamente in malafede. (Ma questo tu non me lo contesti, io però preferisco sottolinearlo, non si sa mai).La cosa di Vibrisse, cioè quel pezzo di Mozzi, è stato pubblicato su Vibrisse, poi; altrimenti avrei detto che lo aveva scritto su NI. E nel pezzo è detto che è stato scritto su Vibrisse! Era chiaro, per chiunque ha seguito la vicenda della spaccatura, che c'erano stati scontri in NI a colpi di pezzi in homepage, il pubblico lo sapeva già, li ha letti. Io lo davo per scontato, dunque. Ne avrei potuto parlare, certo, riassumendo le "puntate precedenti". Ma mi pareva superfluo. Sono stato un cattivo giornalista, vero, anche perchè io non sono un giornalista e probabilmente non lo sarò mai. Avrei potuto riassumere varie cose, ma alla fine sarebbe venuto fuori un pippone. Ho scritto di getto e senza condizionamenti giornalistici, quindi è andata così. Nella massima sincerità, con qualche inesattezza sul tuo intervento perchè preso troppo nel suo nocciolo, cioè nella mia interpretazione del nocciolo. Se ho sbagliato ( e da un punto formale ho sbagliato senz'altro) mi scuso caldamente con te. Dunque? Dunque tu hai sì il diritto di contestarmi, l'unica cosa che non hai il diritto di fare è di dirmi cosa devo appunto fare, tutto qui. Perchè se mi parli di scorrettezza implicitamente mi dici cosa avrei dovuto fare qui, e questo a me non sta bene. Non sta bene anche se tu sei Tiziano Scarpa, oltretutto un amico che mi ha fatto anche un favore e non l'ultimo dei provocatori da salotto. La rettifica al mio pezzo (in fondo affettuoso, pure dolente, se vogliamo, no?) è stata dunque fatta. Mi cospargo pertanto il capo di cenere; poca, per la verità, quella di una tirata di Camel, niente di più. All'interno di un discorso diciamo così sociologico sui media tu hai parlato di minore incisività del web rispetto alle aspettative, con un paragone con la new economy: in questo contesto (di cui io ho tralasciato di parlare per fretta - e qui è stato l'errore, di cui mi pento e per il quale mi cospargo il capo della cenere di una successiva tirata di Camel. Tu non fumi più, mi pare, per cui magari non ti ricordi che è poca, molto poca, quella cenere). Ma insomma, la stima personale lo so che non è in discussione. E così è per me. Non parlerò più nè qui nè altrove nè della riunione (e comunque il mio "reportage" è incentrato sul dramma, che ci sta, perchè è vita pulsante, è verità, è forza, è passione sincera), né di nazione Indiana. Non per altro: non voglio più alimentare polemiche inutili. Le rettifiche le ho fatte, mi sembra che tutto sia stato chiarito, rimango però ovviamente sempre a tua disposizione su questo thread o privatamente con sincera amicizia e stima, come sai molto bene.

Chiudo soltanto invitando a leggere anche i contributi degli esterni: il primo comment, quello di Kristian sempre imprevedibile, quello di Szabo pieno di critiche sbagliate (ma spero che si sia chiarito le idee) soprattutto quelli di Galbiati ( ma sul "pluralismo" sono d'accordo con Tiziano, quello c'è stato, c'è sempre stato, NI non deve diventare più pluralista, no) e di Prakash, che spesso va oltre il fondo delle cose con una sola frase, e che saluto con molta stima.
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#36   05 Luglio 2005 - 11:19
 
Ok Franz, grazie della risposta. Ti mando un salutone.

Tiziano Scarpa
utente anonimo

#37   05 Luglio 2005 - 11:57
 
Attenzione, volevamo segnalare il nostro blog in Rete a favore dell'iniziativa anti-Restaurazione in armonia con quanto dice Tiziano Scarpa, per solidarietà con Carla Benedetti e il lungo arco saggistico in cui eviscera tutto il discorso restaurativo, anche perché, crisi o non crisi, così facendo, cioè spaccando la Nazione Indiana, quello di cui non ci si occupa più dimenticandosene è il discorso centrale sulla Restaurazione, che ha anche un corrispettivo in Internet con il grido di battaglia di Carla Benedetti che facciamo nostro: "Che ragione c'è di filtrare la nostra identità? Non sarà questa una procedura imposta dai nuovi poteri? Sì, quelli che producono questa bella orizzontalità in cui il mondo sta sguazzando prima dell'apocalisse assicurata. Il nome è uno dei vincoli col mondo e con la collettività. Perché la maggiranza dei bloggers è così contenta di disfarsene?" (Carla Benedetti).
Signor markelouffenwanken (non abbiamo capito se lei è il signor Krauspenhaar, nel qual caso le ricordiamo la nostra proposta dell'intervista a Eugenio Barba dell'Odin Teatret), lei ci sembra scorretto con un intellettuale libero come Tiziano Scarpa, che nonostante ha venduto decine di migliaia di copie col suo libro su Venezia che è un pesce, non si lascia tramortire dalla logica bestselleristica, e continua una battaglia non accusando nessuno e figurarsi se si mette, lui profondissimo nelle sue analisi, a dire scempiaggini sulla rete, fatto salvo che l'accusa sui Nicknames è sacrosanta, i Nicknames portano a deresponsabilizzazioni, tutti dietro la maschera della Restaurazione! E come si permette poi di divulgare in pubblico parole private, derivanti da un contesto umano estremo come la riunione a porte chiuse della Nazione Indiana? Comunque il nostro blog è http://vmo.splinder.com/ e mandateci i vostri graditi contributi, al momento abbiamo chiesto a Carla Benedetti un riassunto sulla Restaurazione, se è un complotto o no, perché Massimiliano Parente, con cui vantiamo una lunga corrispondenza, non sembra pensarla in termini cospirativi e dice che c'è sempre stata, gradiremmo TANTISSIMO sapere da Tiziano Scarpa cosa pensa della Restaurazione.
VINCENZO e BASILE
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#38   05 Luglio 2005 - 12:38
 
Cari Vincenzo e Basile, markelouffenwanken è il mio nick e Franz Krauspenhaar è, in questa sede, il mio "nickname anagrafico". "E come si permette poi di divulgare in pubblico parole private, derivanti da un contesto umano estremo come la riunione a porte chiuse della Nazione Indiana? ". Vedete, finché me la dice Tiziano Scarpa, una cosa del genere, ci puo' stare. Perché? Perchè lui ne era coinvolto. E io gli ho risposto in più fasi, tant'è che alla fine (vedete sopra) ne è rimasto soddisfatto. Se me lo dite voi, invece, vi rimando direttamente al mittente. Non per disistima, sono pronto a rispondere a chiunque: ma dovrei ripetere tutto il mio discorso che ho fatto nei comments precedenti; e dato che voi sapete leggere e scrivere (a quanto pare bene) mi parrebbe proprio una perdita di tempo.
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#39   05 Luglio 2005 - 13:06
 
Da fedele lettore esterno, mi sono fatto questa idea: mi pare che il discorso sulla Restaurazione (e sulla radicalità autoriale da mantenere) imponesse alfine un ripensamento, riguardo l' "allentamento" degli ultimi periodi in NI; tale allentamento è derivato da un atteggiamento bello, profondo e proficuo di "apertura reale" a sensibilità diverse, alchimia che evidentemente non è riuscita. Non a livello umano, ma di progetto come scrittori uniti. Sono peraltro convinto che l'unica ragione di esistenza e di voce autoriale sia "come si scrive quello che si scrive", per cui guardo con maggior favore alla radicalità che alla amichevolezza; non credo però che la radicalità possa esprimersi altrove che nei libri, nella forma letteraria, come fa per me quasi interamente solo Moresco. Il resto è nel migliore dei casi politica, e per la politica c'è la prassi democratica di candidarsi e prendere voti o quella di farsi consigliere del principe o istigatore di rivoluzioni. In politica, al momento, continuo a preferire il movimento-partito radicale agli autori radicali. Saluti e scusate l'intrusione. (GiusCo)
utente anonimo

#40   05 Luglio 2005 - 14:03
 
Alcune precisazioni, il più possibile "neutre" dato che probably Tiziano Scarpa non leggerà più il seguito dei commenti.
1. Non credo che la vecchia NI difettasse di pluralismo; tuttavia penso che la nuova potrebbe averne ANCOR di più, essere ANCORA più aperta con l'esterno, come ha scritto Franz nel suo pezzo. E di fronte a questa possibilità ho anche scritto che spero nel frattempo non si perda la "militanza" su alcuni temi culturali.
2. Sull'annunciare il proprio abbandono pubblicamente resto perplesso. C'era la volontà consapevole da parte degli indiani che hanno contestato gli scritti di Benedetti e Moresco di creare una spaccatura dentro la Nazione? Non credo.
Quindi forse valeva la pena confrontarsi direttamente, senza la mediazione limitante del web, prima di abbandonare la Nazione. Era una chance in più per "ricucire" (ammesso che fosse possibile). Dopo gli interventi pubblici, invece, ricucire è quasi impossibile.
Detto questo, probably sareste arrivati alla stessa conclusione. E io, che di solito preferisco scelte radicali, al suo posto forse mi sarei comportato come Scarpa.
Lorenz
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#41   05 Luglio 2005 - 15:31
 
La libertà di critica e di espressione è semplicemente incompatibile con qualsiasi sorta di "militanza". Non riuscire distinguere e separare decentemente questi due aspetti, o "momenti", ha costituito secondo me la debolezza strutturale di Nazione Indiana. Per mantenere la pace è evidentemente necessario il malinteso interessato, cioè il disaccordo accordato, cioé un oblio parziale volontario e reciproco, in precario equilibrio, perennemente esposto alle gaffe della franchezza, che fatalmente riemerge con l'allentarsi della vigilanza.
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#42   05 Luglio 2005 - 15:40
 
Permettimi, Elio: la franchezza non è una gaffe, per quanto mi riguarda. Per quanto mi riguarda la franchezza è un valore. Grazie del tuo intervento.
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#43   05 Luglio 2005 - 15:54
 
Se quel che dice Giuseppe Cornacchia fosse vero, ossia che la radicalità possa esprimersi soltanto nei libri e non nell'attività intellettuale e "politico-culturale" al di fuori delle opere letterarie in senso stretto e al di fuori delle istituzioni in vigore, non avremmo avuto Brecht, Croce, Debord, Diderot, Dostoevskij, Erasmo, Francesco d'Assisi, Freud, Galileo, Gandhi, Gesù, Gramsci, Ivan Illich, Kant, Kierkegaard, Machiavelli, Lutero, Marx, Mazzini, don Milani, Montesquieu, Nietzsche, Orwell, Pascal, Pasolini, Rousseau, Russell, Sartre, Seneca, Socrate, Solzenicyn, Swift, Voltaire, Zola e tantissimi altri, tutti autori anche extraletterari, libellisti, gazzettieri, attivisti culturali, "interventisti" a vario titolo. La visione di Cornacchia mi sembra molto riduttiva, lo dico senza polemica. Mi pare che dimentichi il ruolo dell'attivista culturale in senso ampio, l'intellettuale che agisce nella società con i suoi discorsi, prese di posizione, gesti e azioni. Non tutto è "libro", caro Cornacchia. E non tutto è campagna elettorale. Esiste anche un enorme spazio di discussione civica al di fuori dei libri e della politica istituzionale. Che poi a te non stia simpatico lo spazio pubblico della discussione, trattasi di una tua legittima preferenza. Ma non negare la possibilità di azione culturale in questo spazio agli intellettuali.
utente anonimo

#44   05 Luglio 2005 - 16:46
 
Caro/a anonimo/a: non ho detto "candidato o nulla", ho detto "candidato o consigliere o istigatore di rivoluzioni"; mi pare dunque di comprendere (includere) molti dei nomi che lei cita. Dovremmo peraltro discutere di quanto/come si possa incidere, oggi, la possanza dell'uomo collettivo mediale e mediatore dello spirito del tempo, e in quale forma; l'avrete sicuramente fatto e lo state ancora facendo; io credo che possano incidere solo la qualità del proprio lavoro e la propria autonoma e intea forma umana. Il resto è adeguarsi alle circostanze, più o meno, dolorosamente o per necessità, e tutti lo facciamo. Posso aggrapparmi solo alla qualità; e solo a quella ho da mirare per fare oggi una rivoluzione. Forse non ho capito il dibattito sulla Restaurazione o l'ho male interpretato, ma io non vedo un Regime, vedo una Cialtronia - Cafonia che mano mano perde competitività in un mondo sempre più globalizzato, diminuendo in qualità della vita e in proposte: diminuendo la qualità della vita, questa si uniforma ad uno standard, e questo mi pare stia accadendo oggi. Il mio scopo "civile" è partecipare e intervenire come e quando posso perché si adottino misure contro questo "allentamento" (nel quale forse rientra anche quello intravisto in NI), che peggiora la qualità della vita generale e standardizza le forme ammesse, letterarie o no. Una contingenza vuole che una delle maniere per incidere sia proprio quella di farsi solidali, invece che selettivi: l'unione delle qualità di più individui può riuscire a contrastare l'uomo collettivo medio di Cafonia/Cialtronia. Mi auguro davvero che non si debba arrivare al punto nel quale le persone d'azione (individui assai diversi da quelli che lei cita come attivisti culturali o rivoluzionari) sopravanzino quel che si può dire con-nel "libro". Il "libro" è molto più importante e profondo di quanto lei stesso/a oggi sembra credere, e molta gente è ancora avvicinabile mediante libri fatti bene, più che con interventi a difesa di questa o quella idea. Meno movimento, più libri fatti bene, più qualità reale. Io credo nella forma di un libro, e molte persone ci credono. Occorre intelligenza, ma anche tanta sensibilità, e questa la stiamo perdendo. Saluti. (GiusCo)
utente anonimo

#45   05 Luglio 2005 - 16:55
 
Eh, ma se i buoni libri vengono oscurati da Cialtronia-Cafonia, o dalla Restaurazione che dir si voglia, caro Cornacchia, vedi bene che c'è bisogno anche di un impegno esterno ai libri (come del resto c'è sempre stato, in tutte le epoche, da parte degli scrittori e intellettuali). Rispetto la tua posizione ma la trovo un poco riduttiva. Penso inoltre che la tua posizione rischi di fare (involontariamente) il gioco di Cialtronia-Cafonia, perché affidarsi soltanto alla scrittura dei libri, quando i libri sono emarginati, significa arrendersi (e non parliamo poi di tutti coloro che alla pubblicazione di un libro non riescono ad arrivarci, anche per colpa di Cialtronia-Cafonia). Bisogna combattere anche fuori dai libri. Secondo la mia modesta opinione, naturalmente.
Infine: tu e io, in questo momento, stiamo facendo esattamente questo, sebbene in un luogo piccolo e probabilmente di fronte a una minuscola comunità di lettori (senza offesa per il gestore di questo blog).
utente anonimo

#46   05 Luglio 2005 - 17:19
 
"Perché piangere sul latte versato?", si domandano regolarmente le mucche appena munte.
E che cosa si rispondono? Così: "Guardiamo, piuttosto, con fiducia al futuro".
E se qualcuna di esse, delle più petulanti, incalza con:
"Quale futuro?"
la risposta è una sola: "Be', ci sarebbe per esempio il neonato blog di Angelini che Scarpa, Moresco e Benedetti considerano già un oggetto telenatico di culto:-)
utente anonimo

#47   05 Luglio 2005 - 17:30
 
Signor Krauspenhaar!, allora è lei! Perché continua questa messinscena dei Nicknames incomprensibili e impronunciabili? che nome è markelo uffenwanken e a cosa serve se si chiama già Franz Krauspenhaar? Cosa significano queste deviazioni verso il tedesco come se ai tempi Goethe si fosse fatto chiamare Volfango Gota, mentre già ci è capitato di leggere in certi vecchi manuali filosofici Federico Hegel, moda ottocentesca vicina a quella dei Nicknames, inutili e dannosi? Si maschera dietro una maschera perché magari si chiama Franco Crauspenaro e non le piace? Così sembra un nazista espatriato in Brasile, markelo, poi, non l'avevamo mai sentito! E cosa rimanda al mittente se noi, alla preziosa riunione della Nazione Indiana, nonostante la nostra passione per essa, nemmeno c'eravamo e neanche ci ha risposto per collaborare con la nostra intervista a Eugenio Barba? Qui dicono che Tiziano Scarpa d'ora in poi non viene più, ma egli è un grande autore, e onesto intellettualmente, spendendosi veracemente e con credibilità a nome di tutti noi "lettori normali" (anche se abboiamo già pubblicato un libro) mentre poteva starsene tranquillo dopo le decine di migliaia di copie di Venezia che è un pesce! Di questo va tenuto conto mentre lei autoritariamente lo schiacciava con una cronaca che si è capito non era fedele perché lei, mentre Scarpa parlava, era assopito! Noi siamo anche suoi lettori, signor Krauspenhaar, abbiamo perfino fatto una recensione per il circuito Arcigay di Cagliari, ma questa era una difesa d'ufficio per quello che consideriamo UNO DEI PIU' GRANDI SCRITTORI ITALIANI punto e basta, Tiziano Scarpa. Egli ha anche appena fatto uno straordinario libro di aforismi corporei, ogni parte parla, fondando un nuovo genere e nessuno sembra essersene accorto! Il suo discorso sulla Restaurazione va di pari passo con quello di Carla Benedetti, quindi esiste acrimonia da parte sua, signor Franz, perché è lo scatenamento della fuoriuscita delle firme autorevoli su cui è inutile piangere sul latte versato o quello che viene alle ginocchia oramai leggendo questa cosa della Nazione Indiana nuova, che adesso ha cambiato grafica!!!!! orrenda nella sua finta leggerezza cospirata da un altro tedesco, Jan Ulrich qualcosa, pensiamo che sotto ci sia lei! E' piena di errori in HTML dilettanteschi, che roba è! E ha aggiunto insopportabilmente il sottotitolo del libro pensato tutto da Moresco che non c'è più, "SCRIVERE SUL FRONTE OCCIDENTALE" come si permette? lo levi subito! E' appropriazione indebita, adesso è chiaro perché sono usciti da Nazione Indiana. Senza offesa e amichevolmente.
VINCENZO E BASILE
http://vmo.splinder.com
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#48   05 Luglio 2005 - 17:56
 
Gesù, Vincenzo e Basile, vi prego, se fossi Tiziano sarei imbarazzato...

G.B.

(che significa: Gianni Biondillo. Non vorrei menaste il torrone pure a me, adesso!)
utente anonimo

#49   05 Luglio 2005 - 17:57
 
Una preghiera (laica ovviamente): mi piacerebbe che non ci fossero "utenti anonimi". Dato che non ho niente contro i nick, come fanno correttamente rilevare Vincenzo e Basile qui sopra, per cortesia, mettete almeno un nick. Grazie.

Cari Vincenzo e Basile, non sapevo nemmeno che mi avevate recensito. M'informerò, e comunque grazie, anche se mi avete stroncato. Tutto il vostro discorso non sta molto in piedi, abbiate pazienza (io ne sto dimostando molta, questo me lo dovete concedere).
Il discorso sul mio nick è paradossale: ognuno si appioppa il nick che gli pare. Questa è libertà. E chi frequenta questo blog sa che markelouffenwanken sono io. Basta leggere sul template per capirlo. A me, poi, piaceva quel nome, chiuso. I gusti sono gusti. Tra l'altro viene da un video di George Michael, cantante e compositore gay che io ammiro molto, dunque a voi non dovrebbe dare disturbo, credo. Dietro a Jan Reister (italotedesco come me) non ci sono solo io, ma alcune persone che intendono continuare l'esperienza. E' persona del settore, competente ed esperta. La grafica, signori, è provvisoria; infatti siamo tutti con la bocca aperta in attesa di suggerimenti da qualsivoglia parte. E' un format abbastanza comune, quello. Ma questa - parlo della grafica- non è una priorità, mi pare. Fatto un bel sospirone? Bene, andiamo avanti, e mantenete la calma. Sul valore letterario di Scarpa non c'è discussione: lo conosco anch'io, ho letto quasi tutti i suoi libri, mi pare di aver detto più volte che lo ammiro. Non è che, signori cari, avete i nervi un po' tesi? Calmatevi, vi prego. Fatto un altro respiro? Bene, andiamo avanti: parlate di acrimonia (inciso: parlate e scrivete a quattro mani o siete come Lennon/Mc Cartney, vale a dire uno scrive e insieme firmate? O come Fruttero & Lucentini? E' una curiosità, tanto per capire meglio); parlate di acrimonia, dicevo. Vi sbagliate. Io difendo me stesso come fate voi (beh no, voi attaccate) e come fa Scarpa. Nessuna guerra, solo una polemica che mi pare si sia pure sgonfiata. Ma voi avete tanta voglia di soffiare sul fuoco, non è vero? Io non sono il responsabile di NI, per concludere, cari signori: sono uno dei tanti rimasti. Cosa ne sarà di NI sarà il tempo a stabilirlo. Tra l'altro io mi occupo anche d'altro.
Con i miei migliori saluti,
eccetera eccetera.
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#50   05 Luglio 2005 - 18:12
 
Signor Kraupenhaar noi ci firmiamo in due ma non scriviamo a quattro mani anche perché solo col computer si può davvero scrivere a quattro mani, prima era impossibile, mica si prendevano quattro penne essendo in due e ci si metteva lì a scrivere contemporaneamente, era un modo di dire trapassato nella saggezza popolare, ma adesso è vero. Adesso sono io, Basile, a scrivere. Non eravamo nervosi e non possiamo così facilmente respirare, perché abbiamo gravi problemi di salute, ma non deve prenderci in giro. La discografia completa di George Micheal la conosciamo perfettamente ma markelouffenwanken ci era sfuggito e comunque non ne capiamo l'utilità in questo gioco di specchi deresponsabilizzati che è diventata Internet! Siamo contenti della provvisorietà grafica di Jan Reister, italotedesco, ma sa, noi svolgiamo lavori in Flash e macromedia per la Web Agency e ci eravamo insospettiti perché pareva una grafica non finita e noi ci teniamo alla Nazione Indiana! Ma la dichiarazioni d'intenti era di Carla benedetti ci pare! E anche il titolo del fronte occidentale sotto il logo è di Moresco! Comunque ci è dispiaciuto non essere presenti alla bella chiarificatrice riunione, volevamo dire anche noi qualcosa a Giulio Mozzi, persona fisica sulla quale nutriamo riserve e che è intervenuta anche nel nostro blog, dove dopo essere stati fatti oggetto di discriminazione omofoba adesso ci squalificano prendendo in giro con parodie fasciste da notte dei Cristalli perfino un grande poeta come Milo De Angelis che abbiamo avuto l'onore di conoscere in un enorme viale di Milano molti anni fa e ha vinto il premio Viareggio, anche se non lo hanno candidato al Premio Strega. Figurarsi se veniamo a dirle come si deve chiamare o se tifiamo per la nazionalizzazione dei cognomi come l'Inter che diventò Ambrosiana sotto Mussolini! Non era questo il punto del discorso sui Nicknames, ma non importa. Anche noi stimiamo MOLTO Tiziano Scarpa, nè abbiamo mai pensato di stroncare il metathriller "CATTIVO SANGUE" da lei edito, ci è molto piaciuto anche se con riserve ma non alla sua persona, se le fa piacere facciamo anche un post sul nostro sito che sta crescendo negli accessi che possiamo verificare grazie a un software Zeus.com residente e proprietario per non incappare nella guardia di finanza, gestendo la Web Agency, ci faccia sapere signor Krauspenhaar.
BASILE (ma è come se fosse con me a scrivere anche VINCENZO)
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#51   05 Luglio 2005 - 19:14
 
ma questi ci sono o ci fanno ?
r.f.
utente anonimo

#52   05 Luglio 2005 - 19:37
 
Ho finito di leggere tutti e 50 i commenti al tuo pezzo, Franz.

Ho visto che ti sei speso molto a rispondere a tutti, con grande generosità. E mi sono convinto che, qualunque cosa sia accaduta di diverso in quella riunione, tu hai scritto in buona fede, spinto dal rammarico di ciò che accaduto a NI e dal desiderio di non far morire un'esperienza importante.

Immagino che anche Tiziano Scarpa lo abbia capito molto bene, dopo le tue spiegazioni, e voglio augurarmi che, a questo punto, non rimanga dell'attrito tra di voi.

Ciò che voglio dirti è questo: insieme con gli altri che sono rimasti, pensa al futuro di NI; ciò che è accaduto mettilo alle spalle. Lasciati trascinare dall'entusiasmo per un impegno nel quale potrete dimostrare, non solo la buona fede in ciò che fate, ma anche la qualità del vostro lavoro.

Non condivido molte cose che scrivete su NI ma le leggo sempre con molto interesse.

Bart
utente anonimo

#53   05 Luglio 2005 - 19:55
 
Caro Basile, se le è piaciuto Cattivo Sangue ne faccia un post; lo poteva fare anche se non le era affatto piaciuto, ci mancherebbe. Un saluto.

Caro Bart, nessun attrito, mi pare. E' tutto scritto qui sopra. Credo che Scarpa sappia molto bene separare il personale dalle altre questioni, come queste. E siccome anch'io sono così, non nutro dubbi. Io rimango della mia opinione; così lui, e fine della storia.
Grazie per i tuoi auguri. Io faccio tutto quello che mi piace con entusiasmo. Quello che non mi piace cerco proprio di non farlo;-)
Un caro saluto.
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#54   06 Luglio 2005 - 00:00
 
"si sopravvive a tutto/ per innamorarsi ancora" è la citazione completa richiamata da massimiliano gov. che sia d'augurio alla nuova/vecchia nazione indiana!
utente anonimo

#55   06 Luglio 2005 - 00:30
 
Non eravamo nervosi e non possiamo così facilmente respirare, perché abbiamo gravi problemi di salute...

ma sono geniali sono... un bacio a testa!!!
oc
utente anonimo

#56   06 Luglio 2005 - 11:39
 
Secondo me questi due ti stanno leggermente prendendo in giro ... Hanno una loro genialità: mi ricordano Bouvard e Pécuchet! Spezzo una lancia (metaforicamente) per l'intervento di Kristian (passato inosservato).

VanPelt
utente anonimo

#57   06 Luglio 2005 - 12:25
 
Spero proprio che scherzassero. Perchè in caso contrario...;-)
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#58   06 Luglio 2005 - 16:41
 
Gianni, Franz, VanPelt, ecc.: ma è ovvio che Vincenzo e Basile sono due personaggi inventati! Andiamo, è così evidente! Sono una presa per il culo di basso livello, visto che lo si capisce subito che prendono per il culo Benedetti, Moresco, Scarpa e tutti gli altri. La strategia, da due lire, è chiara: per esempio, far sembrare, nel loro blog, che Moresco e Benedetti sono di destra, perché? Perché hanno avuto il coraggio di riconoscere meriti letterari a opere di autori che non sono considerati dell'ortodossia di sinistra. E poi inventarsi un personaggio imbecille, una coppia di imbecilli che tifano con argomenti insulsi per alcuni autori. Come a dire: "guardate qua, questi sono i lettori di Moresco, Scarpa: degli idioti!". Con la disgustosa scelta omofoba e georazzista di inventarsi una coppia di personaggi omosessuali sardi. Si vede che all'autore di questa parodia la cosa deve far molto ridere: due omosessuali sardi, uah uah uah!!!. Ma fossi in Moresco Scarpa Benedetti ecc. mi rallegrerei: si sa, solo ai grandi viene riservato l'onore di satire e parodie. Trattasi insomma di certificato di importanza. Un po' li invidio.
utente anonimo

#59   06 Luglio 2005 - 16:42
 
Franz, io il nick l'avevo messo, ma il programma del tuo blog non lo prende. Va bè, mi firmo qua. Sono Grosz.
utente anonimo

#60   06 Luglio 2005 - 18:45
 
No!, cosa dite!, anche qui? E' la riprova provata del fatto che la strategia dei Nicknames, che vediamo fiorire dappertutto, è uno degli armamenti della Restaurazione, infidi e pervicaci, e fa parte delle discriminazioni che ormai siamo abituati a subire (abbiamo fatto il callo, uscendone con il carattere rinforzato). Perché Cagliari dovrebbe fare ridere ed essere omofoba e georazzista? E' la nostra città, qui ci conoscono tutti, tanto che la nostra Web Agency prende commesse da un committente serio come la Tiscali, e voi vi permette, firmandovi utenti anonimi, di dire che noi non esistiamo, quando mettiamo in primo piano senza remore la nostra faccia, i nostri nomi e cognomi, le nostre storie prendendoci sulle spalle le responsabilità delle nostre identità. Anche lei, signor Krauspenhaar, cosa spera che scherzassimo? Non scherzavamo affatto, ridendo e scherzando intanto continua a non entrare nel merito della nostra proposta di pubblicare su Nazione Indiana l'intervista che abbiamo fatto a Eugenio Barba dell'Odin Teatret. Siamo indignati, signor Krauspenhaar, da questo suo atteggiamento di vilipendio e facile ironia, mentre subiamo sul nostro sito inauditi attacchi per il fatto che prendiamo le parti a favore di intellettuali che ammiriamo nella loro coerenza contestataria e feconda, come il Massimiliano Parente della "Macinatrice" (un testo che abbiamo letto quasi per i tre quarti), o Antonio Moresco, che per noi è stato importante anche esistenzialmente. Tutti scrittori che, vediamo, vengono tranquillamente dileggiati da gente che si nasconde - a differenza nostra - dietro gli anonimati o i Nicknames. Persino qui non si può discutere! Adesso capiamo meglio certe reazioni che hanno portato alle fuoriuscite di Nazione Indiana!
BASILE PESARO BORGNA
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#61   06 Luglio 2005 - 21:02
 
Mah, sul blog dei sardi c'è uno scambio di lettere tra loro e Carla Benedetti, mai smentito dall'interessata. E c'è un testo ricevuto in anteprima da Parente prima che uscisse sul Domenicale. Nemmeno Parente ha mai smentito. Insomma, a me sembrano non soltanto veri, ma addirittura "certificati". Se fosse una presa per i fondelli, Benedetti e Parente (su cui si può dir ciò che si vuole, ma non che siano stupidi) se ne sarebbero accorti, no?
Che poi scrivano cazzate, ça va sans dire, ma questo lo hanno in comune coi loro idoli. La polemica idiota sui nicknames non l'hanno certo avviata due gay sardi da operetta, bensì un "illustre critico", spalleggiato da "illustri scrittori".

Franco Melloni
franco_melloni@yahoo.it
utente anonimo

#62   06 Luglio 2005 - 21:10
 
Tra l'altro, questi Basile e Vincenzo si dichiarano più volte di sinistra, non mi sembra dicano che Moresco, Scarpa e Benedetti sono di destra... Quanto al "riconoscere meriti letterari a opere di autori che non sono considerati dell'ortodossia di sinistra", in fin dei conti non è la stessa cosa che fanno queste due macchiette, esaltando il librozzo di Parente in modo svenevole e linkando il Domenicale e un montanelliano di quart'ordine come Massimo Del Papa? No, io penso siano veri, il che rende tutto più inquietante. E' una testimonianza del livello di confusione e farloccaggine a cui si è arrivati.

Franco Melloni
franco_melloni@yahoo.it
utente anonimo

#63   06 Luglio 2005 - 23:36
 
Leggete bene: io pubblico quello che mi pare. L'ho scritto a Tiziano Scarpa, lo ripeto anche a voi. Chiuso il discorso.
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